• Francesca Carello

Segreti per un abbronzatura perfetta! Segui i consigli di Factoryspa



Cos’è l’abbronzatura? Cosa porta la nostra pelle a scurirsi o scottarsi?



La protagonista è la melanina.
 I raggi UVA e UVB del sole sono i responsabili dell’abbronzatura che è in realtà una difesa del nostro corpo. Quando questi raggi raggiungono la nostra pelle vanno a stimolare i melanociti, le cellule dell’epidermide che sintetizzano il pigmento melanina con l’unico scopo di proteggerci.

Il risultato di questa massiccia produzione di pigmento è proprio l’abbronzatura, che però è generata in quantità diverse da persona a persona in base alla genetica.
In generale una pelle chiara, produce meno melanina, mentre una pelle scura, ne produce di più. Chi ha la pelle più scura è geneticamente più in grado di proteggersi dai raggi perché produce più melanina.

Il colorito che vediamo alla fine di una giornata di sole è quello della melanina già presente nell’epidermide. 
L’abbronzatura vera e propria si sviluppa invece due o tre giorni dopo l’esposizione solare.




Perché ci si scotta la pelle?


Una pelle più chiara, prima di abbronzarsi si scotterà molto facilmente: la produzione di melanina non è sufficiente a proteggere le cellule dall’energia delle radiazioni UVB.


Vengono perciò prodotte e rilasciate alcune molecole infiammatorie e l’istamina. Quando il corpo capisce che sono in atto questi fenomeni cellulari sviluppa il famoso eritema solare caratterizzato da arrossamento, gonfiore, secchezza, bruciore, prurito ed estrema sensibilità della pelle al tatto.


Comprendere il proprio fototipo è perciò essenziale per capire qualche strategia di protezione adottare per la propria pelle.


Il fototipo rappresenta una classificazione pratica per suddividere i vari soggetti in base: -ad alcune caratteristiche fisiche (colore degli occhi, dei capelli e della pelle)
-alla risposta della pelle all’esposizione alle radiazioni ultraviolette.

La classificazione attualmente utilizzata prevede 6 fototipi ed è stata ideata negli anni Settanta da un dermatologo statunitense, Thomas B. Fitzpatrick.

Individuando il proprio fototipo sarà perciò possibile scegliere con precisione la tipologia di protezione solare da acquistare.






Fototipo 1: capelli biondi o rossi, carnagione molto chiara, occhi chiari . Spesso presentano lentiggini ed efelidi. Si scottano molto facilmente e si abbronzano raramente.



Fototipo 2: capelli biondo o castano chiaro, carnagione molto chiara. Si arrossano spesso dopo l’esposizione al sole e sviluppano frequentemente, scottature ed eritemi. Per abbronzarsi hanno bisogno di parecchie esposizioni.



Fototipo 3: capelli castani, carnagione leggermente scura e occhi chiari/scuri.. Si scottano difficilmente e si abbronzano abbastanza dopo qualche esposizione. E’ il più diffuso in Italia.



Fototipo 4: capelli scuri , colorito olivastro ed occhi neri. Raramente sono soggetti a scottature. Si abbronzano con facilità ed intensità.




Fototipo 5: capelli neri e occhi scuri. Le persone del fototipo 5 non si scottano quasi mai.



Fototipo 6: capelli neri, carnagione scurissima e occhi scuri.

Non si scottano mai.


Infatti, all’aumentare del fattore di protezione si riduce la quantità di radiazione UV eritematogena che raggiunge la pelle. Pertanto, ad un SPF più alto corrisponde una maggiore protezione e un minor rischio di sviluppare eritema solare.


Una protezione solare con SPF 30 lascia passare circa il 3% della frazione eritematogena della luce ultravioletta (1/30) e ne blocca perciò il 97% , mentre un SPF 15 ne lascia passare circa il 7% (1/15) e ne blocca il 93%.

Un SPF 50 ne lascia passare il 2% (1/50) e ne blocca invece il 98%.


Le linee guida della European Cosmetic Toiletry and Perfumery Association (Colipa) operative dal 2004, hanno fatto chiarezza sulla classificazione dei prodotti solari con i numeri di SPF.

La protezione ottimale è senz’altro data dall’associazione di schermi fisici, che riflettono le radiazioni e filtri chimici che invece sono in grado di assorbire lunghezze d’onda della radiazione UV. Miscelando opportunamente questi due tipi di molecole all’interno del cosmetico, si ottengono prodotti con protezione ad ampio spettro, più o meno intensa.



LA STRETTA RELAZIONE TRA FOTOTIPO E SPF


Il protagonista dei prodotti solari è il famoso “fattore di protezione” detto anche SPF: più è elevato il valore di SPF, maggiore è la percentuale di raggi solari UVB assorbita dal prodotto e quindi la protezione garantita alla pelle.

Vediamo, dunque, qual è il valore di SPF consigliato per ciascun fototipo:


SPF 50+ protezione molto alta (per fototipo 1)
SPF da 50 a 30 protezione alta (per fototipo 2, 3) SPF da 30 a 15 protezione media (per fototipo 3 e 4) SPF da 15 a 6 protezione bassa (per fototipo 5, 6)

Il prodotto solare va applicato nella giusta quantità e con frequenza

Dopo aver scelto la protezione solare segreto per potenziare questo sistema di protezione quando ci esponiamo al sole è la corretta applicazione della protezione solare, che diventa la chiave per vincere l’eterna lotta contro i danni del sole.
La quantità minima di SPF da applicare corrisponde a 2 mg/cm2 che, considerando la superficie media del corpo di un adulto, corrisponde a circa 35 grammi di prodotto.

Questa quantità non è eccessiva, infatti è importante ricordare che riducendo la quantità applicata, si riduce anche il livello di protezione.
Anche la frequenza d’applicazione è fondamentale per garantire la protezione alla pelle: ogni 2 ore sarebbe bene riapplicare la stessa quantità di prodotto su tutto il corpo.



Applicare un solare con frequenza è il vero segreto per proteggere la pelle.


Ricapitolando:



STEP #1: Individua il tuo fototipo


STEP #2: scegli la protezione solare più adeguata


STEP #3: applica la giusta quantità di prodotto e con la frequenza consigliata

STEP #4: abitua gradualmente la pelle al sole per allenare i melanociti a produrre melanina

STEP #4: ricorda di applicare prodotti dopo sole per lenire e calmare la pelle



Ricorda che le radiazione del sole sono necessarie per produrre la corretta quantità di vitamina D per mantenere e rafforzare le nostre ossa.

Perciò esponiti al sole, ma con consapevolezza.




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